Le
Linee guida per la partecipazione nei contratti di
quartiere sono uno strumento pensato per facilitare
la programmazione e la realizzazione di un percorso
di comunicazione e condivisione delle scelte all'interno
del processo di sperimentazione previsto dal bando
regionale.
Vi sono diverse ragioni che spingono ad affermare
che occorre prevedere sin dall'inizio del progetto
un intervento attivo dei residenti attraverso metodi
partecipativi.
In numerosi Contratti di Quartiere gli interventi
di recupero e/o riqualificazione riguardano edifici
abitati da residenti anziani, da famiglie o soggetti
disagiati e spesso le proposte progettuali prevedono
opere da effettuare mantenendo all'interno delle case
gli stessi abitanti.
Altri
aspetti progettuali riguardano il recupero di un gap
di servizi interni al quartiere, che può avvenire
sia riqualificando spazi pubblici sia attraverso convenzioni
per l'uso pubblico di spazi privati.
In altri casi si prevede una diversa accessibilità
all'area, collegata a politiche di disincentivazione
dell'auto.
Oppure può essere indicata la messa in atto
di strategie per l'inserimento di attività
artigianali all'interno di spazi vuoti o in abbandono.
Infine, in alcuni casi, è necessario studiare
forme di gestione collettiva degli spazi e di alcuni
servizi pubblici (es. biblioteca di quartiere o spazi
giochi per i bambini).
Queste ed altre strategie di intervento richiedono
che tutto il percorso di formazione dei Contratti
di Quartiere sia costantemente in dialogo con i residenti
ed i soggetti che utilizzeranno le strutture e
gli spazi. In mancanza di tale raccordo, come accaduto
in esperienze passate, si rischia di vedere stravolti
i caratteri originari del progetto, e limitata in
tal modo l'efficacia dell'intera operazione.
Partecipare
significa prendere parte, condividere scelte e decisioni,
influire sui processi per arrivare a soluzioni. Si tratta
di una capacità che non è innata, ma che
si conquista attraverso la pratica e l'esercizio nel
tempo, ossia che richiede uno specifico processo di
apprendimento.
Una "strategia della partecipazione"
consiste nella creazione di occasioni, con appositi
strumenti, che consentano di esercitare in maniera congrua
ai contesti e all'età, le capacità di
impegno, attenzione, propositività e assunzione
di responsabilità. La partecipazione, come strategia
concreta, è quindi uno specifico processo di
apprendimento, possibile a condizione che siano trasmesse
a soggetti coinvolti le informazioni e le abilità
necessarie per gestire, man mano, autonomamente il processo.
Ne deriva l'importanza della formazione di operatori,
educatori, tecnici ed amministratori affinché
tutti cittadini vengano coinvolti nell'analisi dei problemi
che li riguardano e nella ricerca delle soluzioni più
appropriate e condivise.
In
tutti processi di partecipazione, rispetto ad un analisi
del contesto locale e delle risorse disponibili all'interno
dell'amministrazione, è preferibile scegliere
il livello di partecipazione che si intende ottenere
(o che si ritiene possibile).
I "livelli crescenti" di partecipazione normalmente
citati sono: (a) informazione e comunicazione; (b) consultazione;
(c) collaborazione e coinvolgimento diretto, coprogettazione;
(d) autoproduzione e autogetsione.
Il processo dei Contratti di Quartiere dovrebbe avere
come obiettivo (gradualmente attraverso le sue fasi)
il raggiungimento dei livelli più alti della
"partecipazione".
Le
linee guida intendono sintetizzare a scopo divulgativo
un processo-tipo di partecipazione finalizzato
alla stesura di un Contratto di Quartiere, conformemente
al "Bando di gara per la realizzazione dei programmi
innovativi in ambito urbano "Contratti Quartiere
II", emanato dalla Regione Umbria, mettendo in
evidenza come la correttezza di impostazione di ogni
fase del processo possa influire positivamente sui "Criteri
di valutazione" adottati dalla Regione stessa.
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