Le schede dei progetti Contratti di Quartiere in
Umbria:
Comune di Città di Castello
Provincia di Perugia
CdQ
2 Costruire il polo dello sviluppo sostenibile,
Rioni Prato e Mattonata
Comune di Foligno
Provincia di Perugia
CdQ
2 INA Casa Flaminio
Comune di Marsciano
Provincia di Perugia
CdQ 2 Tra
vecchio e nuovo centro il sistema
urbano integrato
Comune di Narni
Provincia di Terni
CdQ
2 Qualità nuova alla città moderna
Comune di Orvieto
Provincia di Terni
CdQ
2 Da 0 a 90 anni la città per tutti;
quartiere Ciconia
Comune di Perugia
Provincia di Perugia
CdQ
2 Da Porta Pesa a Porta Eburnea
Comune di Spoleto
Provincia di Perugia
CdQ
2 Da periferia a città
Comune di Terni
Provincia di Terni
CdQ 2 Da borghi operai a quartiere urbano.
Dalla monofunzionalità
alla complessità
urbana
Comune di Todi
Provincia di Perugia
CdQ
2 loc. Ponte Rio Spazi Urbani e luoghi
naturali: Integrare per qualificare
Comune di Spoleto
Provincia di Perugia
CdQ1Da
periferia a città
Comune di Terni
Provincia di Terni
CdQ1
I
borghi della prima industrializzazione
Verso l'elaborazione del progetto di Contratto
di Quartiere - Alcune considerazioni sulla diffusione
delle Linee guida
di Anna Maria Maggiore e Cristian Zanelli - (febbraio
2004)
Dopo aver promosso la stesura delle "Linee guida
per la costruzione partecipata dei Contratti di Quartiere",
la Regione Umbria ha continuato la sua azione di accompagnamento
ai comuni con un incontro seminario per la presentazione
delle "Linee Guida" nel dicembre 2003 ed
un workshop nel gennaio 2004. Durante il primo incontro
si sono condivisi "a caldo" i dubbi e perplessità
sui processi da intraprendere o già in itinere
nell'ottica dell'approccio proposto, mentre durante
il secondo si è voluto monitorarne e supportarne
l'attuazione.
Nello spirito dei processi partecipativi, il workshop
è inteso non come lezione ex cathedra, ma come
uno scambio attivo delle esperienze maturate, evidenziandone
criticità e positività per un'attività
di apprendimento collettivo, accompagnato dalle competenze
e dall'esperienza dei facilitatori.
Una panoramica generale dei temi trattati
ha messo in evidenza come i comuni umbri abbiano incentrato
la loro attenzione sui centri storici, sui tessuti
di saldatura tra questi e le periferie "industriali"
e queste periferie stesse. Accanto quindi alla tematica
del consolidamento delle destinazioni residenziali
all'interno dei centri storici umbri, si pongono quelle,
altrettanto significative, delle espansioni, più
o meno recenti, legate all'attività manifatturiera
ed industriale.
Tra le esperienze presentate si nota una prima sostanziale
partizione tra i comuni che hanno già avviato
pratiche di governance (in occasione di altri
processi, quali p.es. Agenda 21 locale, o propedeuticamente
agli stessi Contratti di Quartiere) e quelli che sono
nuovi a questo tipo di approccio. I primi, oltre a
possedere una maggiore dimestichezza con questi tipi
di processi, hanno strutturato il percorso promuovendo
sinergie con le pratiche già in essere e quindi
"tesaurizzando" la rete di consultazione
consolidata; i secondi, che, tipicamente, hanno deciso
di attivarsi in occasione dei finanziamenti, hanno
evidenziato una significativa criticità nel
fattore tempo, sia per la mobilitazione degli attori
locali e dell'utenza finale, che per l'acquisizione
di nuove modalità operative.
Un'azione che accomuna tutte le esperienze è
la costituzione dell'equipe di progetto, parzialmente
o totalmente composta da consulenti esterni all'amministrazione:
in molti casi si è iniziato a comprendere la
necessità di apporti multidisciplinari per
gestire, tra l'altro l'aspetto partecipativo.
E' emersa inoltre una diffusa difficoltà nella
comprensione dei ruoli e delle responsabilità
di ciascuno dei soggetti "tipici" di un
processo partecipato, quali i portatori d'interesse
e l'utenza finale, ma anche delle nuove caratterizzazioni
dei soggetti (tecnici e rappresentanti eletti) tradizionali
della progettazione architettonica ed urbana. Conseguentemente
a questo, il punto debole che accomuna diversi percorsi
è rappresentato dal non avere ancora costituito
il forum con i portatori d'interesse ed i laboratori
con l'utenza finale.
Per ultimo è interessante notare come nell'ambito
di alcuni piccoli comuni, la mobilitazione dei soggetti
locali, precedente al bando dei Contratti di Quartiere,
viene ancora percepita come pratica propria della
comunità e non da "reimparare" o
importare dall'esterno.
Download
- Documento di restituzione dell'incontro tenutosi a
Terni, presso Palazzo Gazzoli, il 28 gennaio 2004
Gennaio 2004
Nasce una nuova sezione per
raccogliere i quesiti posti dai Comuni e
dai tecnici incaricati per la partecipazione
al bando"Contratti di quartiere II"
nonchè le risposte del gruppo
di lavoro Regione Umbria - INU. E' possibile
inviare le proprie domande via e-mail.
visita la sezione
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Il primo workshop - Dicembre 2003
Il 2 dicembre 2003 si è svolto a Perugia un primo
workshop di confronto al quale hanno partecipato, tra
gli altri, lassessore regionale allurbanistica,
Federico Di Bartolo, e numerosi tecnici comunali, progettisti
e sindaci dellUmbria.
La mattinata ha visto susseguirsi la presentazione dell'Assessore,
l'intervento del Ing. Luciano Tortoioli, Direttore Area
Politiche Territoriali, Ambiente e Infrastrutture, e
quello dei professionisti incaricati di redigere le
linee guida e i
casi
studio allegati.
Nel pomeriggio invece i tecnici e gli incaricati dei
diversi Comuni intenzionati a partecipare al bando si
sono confrontati con gli esperti esponendo le diverse
prospettive di lavoro.
Download
- Documento di restituzione dell'incontro tenutosi a
Perugia il 2 dicembre 2003
Alcuni cenni sui programmi urbani complessi in Umbria
A partire dallentrata in vigore della Lr 13/97
Norme in materia di riqualificazione urbana
sono stati ammessi a finanziamento e in corso di attuazione
41 Programmi urbani complessi (Puc), distribuiti sullintero
territorio regionale e che hanno interessato sia i
centri urbani maggiori che i centri storici più
piccoli. Attualmente sono ancora in corso
distruttoria altri 40 Puc.
Lesperienza dei programmi complessi vede Foligno
impegnata, sin dal 1989, in una serie di strumenti
quali:programmi integrati di intervento e programmi
di recupero urbano, cui si aggiunge lesperienza
dei Pir della ricostruzione post-sisma.
Spoleto merita un riferimento paicolare, per
aver dimostrato la possibile applicazione di un Puc
in un contesto storicomonumentale, caratterizzato
dalla presenza di resti archeologici di valore. Il
contratto di quartiere denominato da periferia
a città cerca di avviare un processo
di riqualificazione che parte dal centro storico (larea
dellanfiteatro) fino al quartiere di San Nicolò
(vedi scheda).
Il Comune di Terni ha maturato negli anni una
notevole esperienza nel campo di Programmi complessi,
in linea con la propria tradizione di unurbanistica
operativa fondata sulla sperimentazione e su un approccio
pragmatico ai temi della trasformazione urbana. La
sperimentazione dei Programmi complessi ha riguardato
le varie tipologie che nel corso degli
anni sono state varate in sede comunitaria, nazionale
e regionale, ovvero i Programmi di recupero urbano,
i Programmi art. 10 Fesr, i Programmi Resider, i Programmi
di riqualificazione urbana, i Prusst, i Contratti
di Quartiere (vedi scheda), i Puc.