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Casi Studio - Correggio,
Reggio Emilia
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Quartiere: Coriandoline
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Enti promotori:
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Regione Emilia-Romagna, amministrazioni
comunali di Correggio e di Rio Saliceto, cooperativa
d'abitazione Andria
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Località:
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Correggio (Reggio Emilia)
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Responsabile
Redattori del progetto:
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Cooperativa d'abitazione Andria
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Soggetti coinvolti:
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Amministrazioni locali, cooperative
d'abitanti, 700 bambini/e, 50 maestri/e, 20
architetti, 2 pedagogisti e molti altri collaboratori
come grafici, tecnici, artisti, designers, musicisti,
botanici, scrittori
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Finanziamento
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Con il bando (delibera consigliare
134/00, programmazione dei fondi per le politiche
abitative per gli anni 1999-2001;) destinato
precisamente alla realizzazione di tipologie
abitative adatte ai bambini, la Regione Emilia
Romagna ha definito le modalità di presentazione
delle proposte - da parte di imprese di costruzione,
cooperative edilizie e loro consorzi, cooperative
di abitazione a proprietà divisa e indivisa
e loro consorzi - per la realizzazione di alloggi
di nuova costruzione e di recupero a cui assegnare
contributi individuali "buoni casa",
destinati all'acquisto o al recupero della prima
casa di abitazione. (le famiglie che prenoteranno
l'abitazione potranno avere un finanziamento
a fondo perduto di 35 milioni (18.076 €),
erogato dalla Regione Emilia Romagna.)
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Peculiarità del progetto:
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Obbiettivo del progetto è
stato quello di accettare bambini e bambine
come soggetti titolati di diritti, che devono
essere affermati, concretizzati.
Si trattava di "scrivere il loro nome sul
campanello", cioè assicurare che
potessero avere, nella casa e nel quartiere,
gli stessi diritti e gli stessi riconoscimenti
degli adulti.
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Contesto e progetto:
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Il progetto sviluppatosi negli
anni, ha avuto diverse fasi di ricerca e ha
portato come compimento della fase teorica nel
1999 alla pubblicazione del "Manifesto
delle esigenze abitative", un decalogo
all'interno del quale si sono condensate tutte
le esigenze indicate dai bambini/e come prioritarie
rispetto al tema della casa.
In seguito la sfida di Andria è consistita
nel provare a costruire queste case.
Da una parte c'era il pericolo che fosse esagerato
l'aspetto infantile dall'altro che prevalesse
l'aspetto della concretezza.
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QUALITA' PROGETTUALE
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Sociale:
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Il progetto tenta di sviluppare
un equilibrio fra le esigenze degli adulti e
quello dei bambini. In queste case abiteranno
famiglie con minori, portatori di diritti, si
cre-eranno nuovi equilibri in cui tutti i componenti
della famiglia abbiano il diritto di definire
le loro esigenze e le loro priorità.
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Urbanistica:
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Il progetto è a scala
di isolato, affronta temi di progettazione urbana
piuttosto che di urbanistica.
Tutte le case si affacciano sulla corte, dove
si trova un grande albero che rappresenta un
perno naturale intorno al quale ruota la vita
del quartiere.
Proprio per queste sue caratteristiche, è
una zona di incontro di tutti i percorsi ed
è stata dotata di varie attrezzature
che favoriscono l'aggregazione.
Elemento importante è rappresentato da
due colline, sotto le quali vi sono i garages.
Anche questo rappresenta un nuovo modo di concepire
e di fruire di uno spazio, che in questo caso
diventa anche punto di osservazione privilegiato.
Sulle colline vi sono diverse siepi che esaltano
le percezioni sensoriali (olfatto, tatto, gusto)
ed anche un calendario di colori, cioè
una siepe che cambia colore nei vari mesi dell'anno
In mezzo alle due colline vi è il "prato
dei mostri che ridono", un luogo destinato
al gioco e definito al suo contorno da due mostri
con la bocca spalancata che hanno nella loro
pancia le automobili.
All'interno, le colline sono state pensate come
luoghi per le auto durante la sera e la notte,
mentre per il giorno diventano delle caverne
da esplorare e palestre di giochi. L'ultimo
spazio esterno è quello dei parcheggi,
che non sono più semplici luoghi di sosta
delle automobili ma diventano una vigna con
alberi e pergolati.
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Edilizia:
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La scelta è stata quella
di costruire dieci abitazioni: sono tutte case
diverse tra loro nate dalle indicazioni dei
bambini/e.
Ogni casa ha un suo nome: c'è la casa
delle pietre preziose, la casa dell'altana,
la casa col tetto sugli alberi, la casa castello,
ecc.
Queste abitazioni racchiudono tutte le esigenze
indicate dai bambini/e e in particolare ognuna
di esse ne esalta una, ad esempio la casa castello
lavora molto sul tema della sicurezza .
E' stata inserita una stanza nuova, detta l'"atelier",
che risulta essere il condensato delle esigenze
dei bambini/e, è il luogo del disordine,
della fantasia, della creatività, un
luogo insomma del possibile, che può
essere però utilizzato anche dagli altri
componenti della famiglia.
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Viabilità:
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All'entrata del quartiere un
percorso sinuoso conduce le automobili ai garages;
la funzione della strada non è solo quella
di connettere spazi destinati alle auto ma torna
ad essere luogo di incontro, di relazione, di
gioco.
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QUALITA' AMBIENTALE
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Miglioramento livelli di
sicurezza:
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Tutti gli aspetti che permettono
ai bambini una fruizione autonoma degli spazi
sono legati alla loro sicurezza sia fuori che
dentro le mura di casa, nei luoghi di gioco,
ecc.
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PARTECIPAZIONE E CONCERTAZIONE
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Percorsi di progettazione
partecipata:
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Il progetto nasce a conclusione
di un lungo processo partecipativo che ha visto
coinvolte le fasce più giovani della
popolazione.
Ascolto. E' stato dedicato moltissimo tempo
a lavorare, a discutere, ad approfondire il
significato delle proposte dei bambini/e, lo
scambio con loro è stato continuo.
Interdisciplinarietà. Sono stati coinvolti
non solo bambini/e, maestri/e, e architetti,
ma anche pedagogisti e molti altri come grafici,
tecnici, artisti, designers, amici, musicisti,
botanici, scrittori.
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FATTIBILITA'
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Cronogramma di attuazione:
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Ricerca iniziata nel 1995
Nel 1999 pubblicazione del "Manifesto delle
esigenze
abitative" dei bambini
Delibera bando regionale ottobre 2001.
Inizio realizzazione 2003
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